L’architetto
Aldo
Vavassori.

Profilo professionale
Architetto con studio a Romano di Lombardia, Aldo Vavassori sviluppa una ricerca che attraversa il progetto residenziale, il recupero dell’esistente e il design degli interni.
La raccolta “Architetture 2026” documenta progetti in Lombardia, in Sardegna e ad Almaty, in Kazakhstan. Ville e palazzi residenziali si affiancano a complessi abitativi, spazi di lavoro, edifici religiosi e interventi alla scala del dettaglio.
Il suo approccio mette in relazione le esigenze delle persone con il carattere dei luoghi. La geometria organizza gli ambienti; la luce, la scelta dei materiali e la continuità con gli spazi esterni ne definiscono l’esperienza. Nel recupero dell’esistente, il progetto valorizza le tracce della costruzione originaria e le accompagna verso nuovi usi.
Studio
Vicolo Armando Diaz 4
Romano di Lombardia
Il mio modo
di progettare.
Prefazione · Aldo VavassoriOgni progetto raccolto in queste pagine nasce dall’incontro tra un luogo, un’esigenza e un’idea di spazio. Ripercorrere queste opere significa riconoscere un percorso di ricerca nel quale il disegno architettonico prende forma attraverso l’ascolto delle persone, l’osservazione del contesto e l’attenzione alla materia. Progettare, per me, significa dare ordine a queste relazioni e trasformarle in luoghi capaci di accogliere la vita quotidiana.
La geometria costituisce uno degli strumenti fondamentali del mio lavoro. Volumi distinti, cornici profonde, coperture aggettanti e pareti orientate secondo direzioni diverse definiscono il carattere degli edifici e organizzano l’esperienza dello spazio. Mi interessa il modo in cui una facciata cambia avvicinandosi, come un ingresso anticipa gli ambienti interni, come una terrazza possa diventare parte della casa. La forza espressiva della forma trova il proprio significato nella qualità dei luoghi che rende possibili.
Nelle residenze, questa ricerca si concentra spesso sul rapporto con l’esterno. Portici, pergole, logge e percorsi vetrati costruiscono passaggi graduali tra la dimensione domestica e il paesaggio. Il giardino, la vegetazione e l’acqua partecipano alla disposizione dei volumi e all’orientamento degli affacci. Ogni contesto suggerisce una risposta specifica: lo sviluppo longitudinale di una casa tra le colture, la scomposizione di una villa sul paesaggio mediterraneo, la costruzione di un fronte urbano o l’organizzazione di abitazioni attorno a un parco condiviso.
I materiali danno consistenza a queste scelte. Impiego pietra, laterizio, legno, marmo, vetro e metallo cercando di valorizzarne le qualità e il ruolo nella composizione. La tessitura di una muratura, lo spessore di una lastra, la precisione di un raccordo contribuiscono alla percezione complessiva dell’opera. Anche negli interni, il disegno di un pavimento, una scala o un rivestimento può attribuire identità a un ambiente e accompagnarne l’uso.
La luce attraversa questa ricerca a ogni scala. Rivela la profondità delle aperture, distingue superfici dello stesso colore, mette in evidenza la trama dei materiali. Considero le ombre generate dall’architettura e l’illuminazione degli ambienti parte integrante del progetto, perché modificano il modo in cui lo spazio viene vissuto nelle diverse ore.
Gli interventi sull’esistente e i luoghi dedicati alla memoria introducono un’ulteriore attenzione: comprendere ciò che merita di essere custodito e trovare una misura adeguata per il nuovo. Il recupero di una trave, la conservazione di una muratura o l’essenzialità di uno spazio raccolto possono racchiudere il senso dell’intero intervento.
Queste opere esprimono una ricerca comune attraverso risposte differenti. In ciascuna ho cercato una corrispondenza tra carattere del luogo, chiarezza del disegno e qualità dell’abitare, affinché l’architettura acquisti valore nell’esperienza di chi la vive.
