Aldo VavassoriArchitetto

Curriculum · PROFILO

Aldo Vavassori

Un percorso in architettura

Un oggetto per il bar, una cascina da recuperare, una residenza in Sardegna. Nel percorso di Aldo Vavassori, l’architettura cambia dimensione e incontra luoghi molto diversi.

Per cominciare si può partire da un episodio degli anni universitari. Al Politecnico di Milano, durante un corso di Disegno industriale, Vavassori progetta strumenti per il bar. Il lavoro riceve un riconoscimento da Tanqueray English Gin. È una prima esperienza alla scala dell’oggetto, prima che il suo percorso professionale si allarghi agli edifici e alla città.

Nato a Bolzano nel 1966, frequenta il liceo scientifico a Treviglio e si laurea in Architettura a Milano nel 1996. La Lombardia diventa il territorio di molte delle sue esperienze: luoghi vicini tra loro, ma capaci di porre domande differenti a chi progetta.

Le prime collaborazioni lo portano a occuparsi anche di spazi collettivi. Con Enrico Cavagnari lavora alla sistemazione delle aree esterne della piscina comunale di Romano di Lombardia e al progetto dell’asilo comunale di Morengo. Qui l’architettura riguarda la vita di una comunità, i suoi servizi e gli ambienti che si condividono.

Un altro incontro professionale è quello con lo studio SdA Milano di Ermes Martinelli e Angelo Villa, attivo nell’edilizia pubblica, nelle attrezzature urbane e nelle infrastrutture. Il campo si amplia: dalla dimensione quotidiana degli spazi alle opere che entrano nell’organizzazione di una città.

Con l’iscrizione all’Ordine degli Architetti di Bergamo nel 2000 prende forma una pratica che affianca progettazione e direzione dei lavori. Il disegno prosegue in cantiere, dove le scelte assumono dimensioni reali e ogni dettaglio deve trovare il proprio posto.

LUOGHI

Le case e il tempo

Costruire una casa e intervenire su una cascina esistente appartengono allo stesso mestiere, ma chiedono di guardare gli edifici in modi diversi.

A Romano di Lombardia, i progetti di via Mottini e via Balilla si intrecciano con i piani di recupero urbano. Seguono gli interventi di via dei Pianeti e del complesso San Giorgio, mentre a Caravaggio l’attività si estende a un insediamento residenziale su tre lotti. La casa entra così in una scala più ampia, quella dei rapporti tra edifici e tessuto urbano.

Nelle ville di Arcene e Treviglio, il lavoro torna alla dimensione della singola residenza. Vavassori ne segue il progetto e la realizzazione: un impegno che attraversa sia gli elementi visibili sia quelli che rimangono nascosti, eppure contribuiscono alla qualità dell’edificio nel tempo.

A Pumenengo, tra il 2009 e il 2011, il punto di partenza è invece una cascina padronale. L’edificio esiste già, con le sue murature e una storia precedente all’intervento. Il restauro introduce nel percorso professionale un confronto concreto con ciò che si eredita: occorre conoscere la costruzione prima di trasformarla.

Il rapporto con l’architettura rurale continua nelle cascine Moleri, Ambrosini e San Vito, a Fara Olivana con Sola, e nella cascina Cremonesi, a Isso. Sono incarichi di manutenzione straordinaria avviati nel 2015, nei quali il progetto si misura con edifici legati alla vita e alle attività della campagna.

Sempre a Caravaggio, un allevamento cinofilo con pensione canina introduce esigenze ancora differenti. Accanto agli spazi costruiti entrano nel lavoro i sistemi di smaltimento e la gestione delle acque. È un episodio meno consueto nel racconto di un architetto, ma rende evidente quanto possano cambiare i problemi da affrontare da un incarico all’altro.

Ville, complessi residenziali e cascine compongono così un percorso fatto di situazioni precise. A tenerle insieme è la continuità dell’incarico, dalla definizione del progetto al lavoro necessario per realizzarlo.

INCONTRI

Dalla Sardegna ad Almaty

Il percorso si allarga oltre la Lombardia. Prima la Costa Smeralda, poi il Kazakistan: cambiano i luoghi, le dimensioni e le occasioni di confronto.

Tra il 2004 e il 2007, Vavassori collabora con Willem Brouwer, progettista dell’aeroporto di Olbia Costa Smeralda. In Sardegna segue come direttore dei lavori la realizzazione di cinque ville di lusso. La collaborazione comprende anche il progetto di un edificio residenziale vicino al centro storico di Romano di Lombardia.

Le esperienze sarde includono inoltre il progetto di una casa colonica con piscina e la direzione dei lavori di cinque case coloniche. Il cantiere occupa una parte rilevante di questi incarichi: la costruzione richiede di accompagnare le scelte progettuali fino alla loro attuazione.

Ad Almaty, in Kazakistan, l’attività affronta una dimensione diversa. Vavassori sviluppa progetti di assetto generale per un resort, un edificio per uffici, un complesso abitativo e due torri residenziali. Lo sguardo si sposta dal singolo ambiente all’organizzazione dell’insieme.

Nella stessa città organizza e sviluppa uno showroom di interior design con aziende italiane. Accanto alla progettazione nasce così un’esperienza che mette in relazione imprese e prodotti italiani con un contesto internazionale.

Leggere gli edifici

A questo percorso si affianca la consulenza tecnica per privati e studi legali, avviata nel 2000, e l’esperienza come consulente del Tribunale di Bergamo. È un’altra forma di conoscenza dell’architettura: esaminare un edificio, ricostruire ciò che è stato eseguito e rendere comprensibili questioni che spesso appaiono complesse.

Il ritratto che emerge riunisce il lavoro di chi progetta, segue la costruzione e torna a osservare gli edifici per comprenderli. Dagli strumenti per il bar studiati all’università ai progetti di Almaty, cambiano le proporzioni del lavoro. Rimane il passaggio dal disegno alla realtà, dove l’architettura incontra il suo uso quotidiano.